Condizionatore che raffredda poco? Spesso il colpevole è il gas refrigerante
Se a Milano, nel pieno dell'estate, il tuo condizionatore continua a soffiare aria ma la stanza non si raffredda più come una volta, il primo sospetto non dovrebbe cadere sul compressore o sulla scheda elettronica. Nella maggior parte dei casi il problema è molto più semplice, anche se meno intuitivo: il gas refrigerante è sceso sotto il livello necessario per un funzionamento efficiente.
Perché il gas di un condizionatore diminuisce
A differenza di quanto molti pensano, un climatizzatore correttamente installato non "consuma" gas refrigerante nel tempo, come farebbe un'auto con la benzina. Il circuito è chiuso e il gas dovrebbe rimanere costante per tutta la vita dell'impianto. Se il livello cala, significa quasi sempre che da qualche parte c'è una micro-perdita: un raccordo non perfettamente a tenuta, una saldatura invecchiata, una vibrazione che nel tempo ha aperto un varco microscopico nel tubo.
Questo è anche il motivo per cui una ricarica "alla cieca", senza prima verificare la tenuta del circuito, è un intervento poco utile: se la perdita non viene individuata e sigillata, il gas tornerà a scendere nel giro di poche settimane o mesi.
I segnali che indicano un problema di gas
Alcuni sintomi ricorrono più spesso di altri quando il refrigerante scarseggia:
- Il condizionatore raffredda molto meno rispetto a prima, anche impostando temperature basse.
- Il compressore lavora più a lungo del solito, con conseguente aumento dei consumi elettrici.
- Sull'unità esterna o sui tubi si notano tracce di brina o condensa anomala.
- In alcuni casi il climatizzatore si spegne da solo per un allarme di protezione del compressore.
Se riconosci uno o più di questi segnali, conviene far controllare l'impianto prima che il compressore, forzato a lavorare in condizioni non ottimali, subisca danni più seri e costosi da riparare.
Perché la ricarica gas non è un'operazione fai-da-te
A differenza della pulizia dei filtri, che chiunque può fare a casa con un minimo di attenzione, intervenire sul circuito del gas refrigerante è un'attività regolamentata per legge. In Italia, chi maneggia questi gas deve possedere la certificazione F-GAS, proprio perché si tratta di sostanze che richiedono attrezzature specifiche — bilance elettroniche di precisione, strumenti per il vuoto e il collaudo del circuito — e una gestione attenta per motivi ambientali, oltre che di sicurezza dell'impianto.
Anche il tipo di gas non è uguale per tutti i climatizzatori: modelli diversi, a seconda dell'anno di produzione, possono richiedere R32, R410A o il più datato R22, ed è il tecnico a dover individuare quello corretto per non compromettere il compressore.
A chi rivolgersi a Milano.
Per chi cerca un professionista abilitato nella zona di Milano, le ricariche gas condizionatori a Milano vengono eseguite da tecnici certificati F-GAS e comprendono il controllo preventivo delle perdite nel circuito prima di procedere alla ricarica vera e propria: un passaggio che, come detto, fa la differenza tra una soluzione duratura e un intervento che si ripresenta a breve.
Un controllo preventivo ogni due anni
Anche in assenza di sintomi evidenti, una verifica periodica del circuito frigorifero — indicativamente ogni due anni — aiuta a individuare eventuali micro-perdite prima che diventino un problema di raffreddamento percepibile, prolungando la vita del compressore e mantenendo sotto controllo i consumi energetici, soprattutto nei mesi di utilizzo più intenso.
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